I personaggi illustri

Enrico Mattei

Industriale, nacque ad Acqualagna (PU) nel 1906 e morì a Bascapè (PV) nel 1962. Comandante delle forze partigiane democristiane durante la Resistenza, operò nelle montagne circostanti alla città. Intraprese l'attività lavorativa nella conceria Fiore, ne divenne il direttore ma decise di tentare la fortuna a Milano. Divenuto nel 1945 commissario straordinario dell'AGIP con l'incarico di liquidarla, fu strenuo sostenitore dell'opportunità di potenziare la ricerca degli idrocarburi.

Deputato nel 1948, rinunciò al mandato nel 1953 quando fu nominato presidente dell'ENI. Sotto la sua guida l'ente si inserì nel mercato mondiale del petrolio in concorrenza con le grandi compagnie internazionali; entrò inoltre nei settori della chimica, della gomma e delle materie plastiche. Fu uno dei maggiori artefici della ricostruzione industriale italiana. Morì tragicamente in un incidente aereo di cui non è stata accertata la causa. I funerali si tennero a Matelica, dove tuttora è presente la tomba di famiglia.

Marcello Boldrini

Economista, nacque a Matelica il 9 febbraio 1890 e morì a Milano nel 1969. Fu un grande studioso di statistica applicata alle scienze della vita, la biometria. Docente a Messina, Padova e Milano, fu membro del Consiglio Superiore di Statistica. Successivamente fu presidente dell'Agip e vicepresidente dell'ENI, con Mattei.

Libero Bigiaretti

Scrittore, nacque a Matelica il 16 maggio 1905 e morì a Roma il 3 maggio 1993. Trasferitosi a Roma con la famiglia a sei anni, continuò a rappresentare in molti suoi racconti e romanzi la città di origine, alla quale rimase profondamente legato per tutta la vita.

Esordì nel 1936 come poeta ("Ore e Stagioni"), lavorò come giornalista per "Lettere d'oggi" e iniziò la sua attività di romanziere con "Esterina" nel 1942. Seguirono, tra le altre opere, "Carlone" (1950), "I Figli" (1954), "I racconti" (1961), "Le indulgenze" (1966), che ottenne il Premio Viareggio. Dal 1952 al 1964, come molti intellettuali italiani, tra i quali Volponi, Pampaloni, Codignola, collaborò con Adriano Olivetti a Ivrea, dove diresse l'ufficio stampa della "Olivetti". Fu anche presidente della Società Italiana degli Autori ed Editori.

Beata Mattia Nazzarei

Monaca clarissa, nacque a Matelica il 1° marzo 1253 e morì nella stessa città il 28 dicembre 1319. Nel 1270 entrò nel monastero delle Clarisse di Matelica e ne divenne abbadessa tre anni più tardi. Il 27 luglio 1765 Papa Clemente XIII la dichiarò beata.

Beato Gentile da Matelica

Beato, nacque a Matelica nel XIV secolo e morì Trebisonda, in Turchia. Fu missionario francescano in Egitto, Asia Minore, Persia e Armenia. Le sue reliquie furono trasferite da Tresibonda a Venezia nella Chiesa dei Frati dal Doge Marco Cornaro.

Egidio Sernicoli

Abate, nacque a Matelica nel 1525 e morì a Montescaglioso nel 1590. Entrò nella comunità dei benedettini dell'abbazia di San Michele Arcangelo di Montescaglioso nel 1545, per poi diventare padre generale dell'ordine. Fu professore di matematica e dottore in teologia. Venne eletto abate della comunità di Montescaglioso nel 1575. È conservato un suo ritratto nella Pinacoteca comunale "G. Fidanza".

Venanzio Filippo Piersanti

Prelato, nacque a Matelica nel 1688 e morì a Roma nel 1761. Fu prefetto delle cerimonie papali e appassionato collezionista di mobili, dipinti, oggetti, arazzi, cineserie, che raccolse nel suo palazzo, ora sede del Museo Piersanti.

Ercolano Marini

Prelato, nacque a Matelica il 19 novembre 1866 e morì a Roma il 16 novembre 1950. Si laureò in teologia a Bologna e nel 1894 entrò a far parte del capitolo della cattedrale di Matelica. Divenne poi priore della cattedrale di Terni e vescovo titolare di Archelaide, in Palestina. Arrivò ad Amalfi nel 1915 e fu alla guida dell'arcidiocesi fino al 1945.

Enrico Pocognoni

Presbitero, nacque a Differdange, in Lussemburgo, nel 1912 e morì a Braccano, frazione di Matelica, nel 1944. Divenne sacerdote nel 1935 e qualche anno più tardi fu trasferito come parroco a Braccano. Partigiano e antifascista, fu catturato e ucciso il 24 marzo 1944 durante il rastrellamento noto come "Eccidio di Braccano". Nel 1969 l'allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat gli conferì la Medaglia d'oro al valor civile.

Pierluigi Benincasa

Architetto, nacque forse a Matelica nel 1272. Avrebbe progettato il palazzo pretorio di Matelica.

Piergentile da Matelica

Pittore, attivo a Matelica tra il 1514 e il 1530. Pittore di formazione umbra di gusto piuttosto vistoso, collaborò con Venanzio da Camerino nella Chiesa di San Medardo di Arcevia alla pala di S. Anna (1592).

Raffaele Fidanza

Pittore, nacque a Matelica il 10 dicembre 1797 e morì nella stessa città il 23 novembre 1846. Fu pittore accademico e di maniera, allievo non a caso del Camuccini e del Podesti a Roma. Sue opere sono conservate nel Palazzo comunale di Matelica.

Domizio Laurini

Musicista, nacque a Matelica nel 1838 e morì a Roma nel 1942. Grande suonatore di corno apprezzatissimo da Verdi, aveva cominciato a suonare a dodici anni a Matelica. La sua più nota interpretazione è quella nel Settimino di Beethoven alla Scala di Milano. Insegnò lo strumento al Conservatorio di Pesaro dal 1883.

Diego Pettinelli

Incisore e pittore, nacque a Matelica il 10 agosto 1897 e morì a Roma. Allievo di Rodolfo de Carolis, collaborò con lui per molti anni, come negli affreschi del Palazzo del Podestà a Bologna. Fu professore al Liceo Artistico di Roma.

Filippo Campanelli

Giurista, nacque a Matelica il 1° maggio 1739 e morì a Roma il 18 febbraio 1795. Divenuto, nel 1780, canonico della basilica vaticana, fu nominato cardinale nel 1798. Si occupò soprattutto dei rapporti con i protestanti. Svolse delicati incarichi diplomatici con il Regno di Napoli e con l'Inghilterra. 

Prospero Fedozzi

Giurista, nacque a Matelica il 12 luglio 1872 e morì a Genova il 19 gennaio 1934. Fu docente di Diritto Internazionale alle Università di Perugia, Macerata e Genova. Insegnò anche all'Accademia di Diritto Internazionale dell'Aia.